| Pasotti: "Ragazzi, restate umili nonostante i riflettori puntati addosso"
È cominciata il 2 marzo la serie di incontri che l’Accademia del cinema ragazzi di Enziteto ogni anno organizza per dare ai suoi giovani allievi la possibilità di confrontarsi con chi il cinema lo vive da tempo. Ad inaugurare la serie d’incontri è stato Giorgio Pasotti, attore che oltre a grandi successi sul grande schermo (L’ultimo bacio e Dopo Mezzanotte), vanta anche una lunga esperienza di sportivo alle spalle. Proprio lo sport gli ha insegnato a interpretare i personaggi partendo innanzitutto dalla loro fisicità, dall’importanza che ha il corpo, per poi giungere a coglierne l’essenza. Perchè il lavoro dell’attore è soprattutto arricchimento personale, ovvero la capacità di saper prendere dal personaggio che si deve interpretare tutto quanto serve all’uomo-attore per crescere. La recitazione comporta informazione, ha detto Pasotti invitando i ragazzi dell’Accademia a vivere le realtà che vogliono descrivere.
Un incontro vivace che si è protratto ben oltre l’orario di chiusura dell’Accademia e che ha rallegrato non solo gli alunni iscritti ai primi due anni, ma anche un pubblico esterno al quale questo tipo di iniziative si rivolge. I ragazzi hanno fatto domande, battute, hanno mostrato dubbi e volontà sul mestiere dell’attore e con loro il giovane Pasotti, di origini bergamasche, ha discusso sulla “necessità di restare umili nonostante i riflettori puntati addosso, tenendo sempre presenti i propri limiti”. Come quando gli hanno recentemente proposto di interpretare il ruolo di Iago a teatro e lui ha rifiutato con dispiacere, perché conscio di non avere ancora le capacità necessarie per sostenere un ruolo che molto ammira e che lo ha fatto sentire come un calciatore che dovesse giocare ai Mondiali senza la preparazione adatta.
E alla domanda, quasi obbligata, su quale sia stato il ruolo in cui si è maggiormente riconosciuto, sorridendo ha rivelato che la scelta dei personaggi che interpreta si basa in parte proprio sulla loro diversità dal ragazzo che è nella vita di tutti i giorni, “perchè solo così mi sembra di aver fatto bene il mio lavoro che in fondo è la capacità di sapersi di volta in volta trasformare, mettere alla prova”. Fra una domanda e l’altra, pur sottolineando l’innegabile importanza della fisicità nella scelta di un attore per un ruolo, ha precisato che questa tendenza appartiene soprattutto al cinema americano dove il film è sogno e in quanto tale abbellito in ogni sua parte, a differenza del cinema italiano che cerca sempre più di puntare sul realismo delle storie.
E poiché Giorgio Pasotti è anche attore di fiction, non è mancata la domanda sul percorso televisivo alla quale ha risposto che per l’attore non esiste una vera e propria differenza tra cinema a televisione nel suo lavoro specifico, si recita nell’uno come nell’altra. L’unica differenza è che in un film si interpretano scene che differiscono anche molto dal punto di vista emotivo, senza una continuità fra un ciak e l’altro. E’ a quel punto che i ragazzi gli hanno chiesto qualche trucco per meglio interpretare una sceneggiatura. E il giovane attore con molta ironia ed umiltà ha regalato loro un bel po’ del suo mestiere.
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